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Segni materici, il simbolismo nelle opere di Irene Albano

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Sabato 01 Febbraio 2014 17:06

Ottima serata culturale quella che si è tenuta a Marconia negli spazi espositivi “Sassone” dove,  sabato 21 dicembre, è stata inaugurata la personale di pittura di Irene Albano. Con le opere proposte, la pittrice mostra ancora una volta la sua propensione alla ricerca con cui da alcuni anni ottiene risultati sorprendenti. Le opere, allestite per dimensioni ed effetti cromatici tra gli arredi, sono state interpretate dal sottoscritto per temi facendo cogliere ai visitatori il percorso compiuto dall’autrice negli ultimi tempi. Dalle opere raffiguranti fiori ad altorilievo su tavole, la presentazione si è conclusa con quelle caratterizzate da colori surreali in un processo di rarefazione formale interessante per contenuti ed effetti estetici. Come già detto in un mio precedente contributo su questo stesso giornale, da alcuni anni la Albano rappresenta con raffinata eleganza la fenomenologia che minaccia il Creato. I fiori morti nelle opere monocromatiche rimandano alla distruzione della natura cui l’uomo si presta da almeno due secoli.  Fiori che sembrano “ritrovamenti paleobotanici” ad opera di un ipotetico futuro studioso o forse già di un attuale ricercatore che, suo malgrado, scopre una biologia alterata da un “progresso” spesso eccessivo. Con processi di sottrazione, nelle opere successive la pittrice rappresenta fiori isolati in campi cromatici surreali, fatti di rossi, aranci e macchie “minacciose”. In queste opere i fiori sono isolati, al centro o su un lato della tavola, diritti o curvi; la posizione asimmetrica, l’andamento curvo dello stelo e gli aspri colori, rimandano a un futuro ancora più inquietante. Fiori morti, dunque, metafora di una natura fragile che l’uomo, senza alcun ritegno sta modificando. La “terra dei fuochi” nel casertano, se è un’immagine forte dal punto di vista mediatico che ci indigna, non è l’unico episodio di oltraggio al Creato; nel messaggio pittorico si può leggere la selvaggia industrializzazione che inquina i suoli con sostanze venefiche, l’inciviltà nel trattare rifiuti urbani e industriali, l’inutilità a inquinare terreni per produrre cibi sovrabbondanti destinati al macero o per ottenere biomasse, il frenetico consumo di suolo, l’abbandono dei campi nelle aree povere della Terra e il probabile “saccheggio” da parte delle ecomafie per seppellirvi ogni “chimica mortale”. Si legge anche l’arroganza di chi, dopo aver inquinato con le proprie attività industriali, si rifiuta di bonificare i suoli lasciandoli “intrisi di morte”, contro le leggi e ogni forma di buon senso. Nelle opere ancora successive, Albano predilige la bidimensione; non rappresenta più fiori ma“calchi” e a volte solo di foglie staccate dai gambi. Al disfacimento della natura, associa un linguaggio che si fa via via essenziale. Dopo la fase figurativa, rappresenta “terre” arse, bucate, granulose e dai colori cangianti, aspri e “lividi”. Come in un’operazione di continue “zoomate”, passa dai fiori ai petali e persino alla trama dei “tessuti biologici” quadrettati o atomizzati in infiniti punti.
“Segni materici”, questo il titolo della “personale” che rimarrà aperta fino al 25 gennaio, è assolutamente congruente a quanto esposto: segni dall’inequivocabile simbolismo ottenuti con tecniche complesse che solo la passione per la pittura può sostenere. Per quanto attiene al linguaggio, l’autrice passa da una netta figuratività ad una totale astrazione; in riferimento a queste ultime composizioni, si percepisce che pur non imitando altri, i suoi occhi hanno ammirato Burri e Rotko, ma anche Pollok e altri maestri da metà del Novecento ad oggi. In perfetta linea con la polisemia postmoderna, Albano declina vari linguaggi contemporanei.             Oltre ai brevi saluti di Pinuccia Sassone e dell’assessore Francesco D’Onofrio, c’è stato l’intervento del presidente de La Scaletta - Ivan Franco Focaccia - che ha elogiato l’impegno della pittrice e gli ottimi risultati raggiunti in poco tempo. Tra gli invitati, Salvatore Sebaste - maestro e amico dell’autrice - ha posto l’accento sulla capacità degli artisti di vedere con anticipo alcuni mutamenti in atto e ha sottolineato che qualunque sia il solco linguistico in cui ci si muove, la ricerca è sempre personale. Concluderei questo breve contributo, traendo spunto dalle suggestioni di Sebaste, secondo il quale l’arte è in fondo un vettore di sensibilizzazione anche quando non si pone questo traguardo grazie alla capacità degli artisti di vedere prima e meglio degli altri i fenomeni. La realtà di cui si tratta qui però, non è quella vera ma solo un’evocazione di essa. L’unica realtà è quella propria dell’arte come rivela la celebre frase di Renè Magritte “Ceci n’est pas une pipe”: la didascalia sotto il quadro, nega qualcosa che si nega da sé, cioè che la rappresentazione di una pipa non è una pipa reale ma solo un dipinto che evoca in ognuno di noi l’immagine di quell’oggetto. Ancora citando Magritte “La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione”, si capisce come l’immaginazione di Irene Albano prefigura il futuro che lasceremo alle prossime generazioni se continueremo a non capire che è giunto il tempo di amare la natura ponendovi l’uomo al centro. Mutuando Sant’Agostino che, riferendosi alla bellezza divina, afferma: “La bellezza è lo specchio della verità”, le opere esposte sono “belle” per il fatto stesso di interpretare la “verità”.

Architetto Renato D'Onofrio

 

Sassiland scrive sulla Personale di Marconia

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Sabato 01 Febbraio 2014 15:16

alt"SEGNI MATERICI/OPERE 2011-2013". In programma altre mostre in Italia e all'estero per l'anno in corso.                                                                                                                                                                                            

 

 Negli spazi Sassone Arredamenti di Marconia sono stati esposti 44 lavori, tra i quali anche una selezione delle opere presentate nelle due ultime personali: "Combustioni/Opere2011-13" a Matera al Palazzo dell'Annunziata, nel luglio del 2012 e "OPERE N.P.2013" a Potenza al Museo Provinciale, nel giugno del 2013.
Tutti a tecnica mista su tavola, i quadri sono legati ad un progetto che coniuga l'arte con la fenomenologia che minaccia il Creato: l'artista innamorata della natura e arrabbiata con l'uomo che devasta e distrugge l'ambiente in cui vive, decide di utilizzare i suoi quadri come strumento di denuncia, utilizzando il fuoco per distruggere materiali, segni e colori applicati sulla tavola,così come avviene nella realtà con incendi e devastazioni varie.
Complessa la tecnica, stratificata la colorazione e infine l'utilizzo del fuoco che nel momento in cui distrugge, come per magia, svolge un'azione creativa,dando vita a nuovi volumi e a colorazioni particolari .
L'artista che difficilmente si accontenta dei traguardi raggiunti, non ha mai abbandonato ricerca e sperimentazione per nuovi effetti cromatici e plastici.
Ed anche in questo progetto legato alla natura e all'ambiente, col passare del tempo ha modificato il proprio linguaggio sempre più rarefatto ed essenziale passando gradualmente da una netta figuratività ad una totale astrazione.
" Dalle opere raffiguranti fiori ad altorilievo – scrive l'architetto Renato D'Onofrio –l'artista passa alla rappresentazione di fossili floreali al negativo, ... calchi di fossili vegetali sparsi sulla tavola,foglie staccate dai gambi o steli, quasi un reperto di paleobotanica, una sorta di "strappo" di terreno che serba le tracce di un mondo perduto, ancorché chimicamente modificato"
I quadri esposti sono tutti materici con una corposità difficilmente messa in evidenza dalle foto e che pertanto andrebbero visti e toccati per sentirne le opalescenze, le concrezioni, la rugosità, le increspature di cui parla il critico d'arte Angelo Bianco.
L'artista che ha conosciuto, ammirato e studiato le opere dei grandi Maestri del Novecento, andando ripetutamente per musei italiani ed esteri di particolare interesse per i suoi progetti di lavoro, ama il confronto con altri artisti e con i visitatori delle sue mostre. Ha esposto a Milano, Novara, Padova, Macerata, Matera, Potenza, Bari, Foggia, Taranto,... e nel 2013 anche alla V Biennale Genovarte e a Shanghai, al Present'Art Festival.
Alcuni giorni fa ha partecipato all'Arte Fiera di Stoccarda Sindelfingen e sono state già programmate personali e collettive in Italia e all'estero per l'anno in corso.
"Le opere di Irene Albano - scrive il critico d'arte Angelo Bianco – sono sempre forti, con tonalità che non lasciano respiro...... Il pathos dei colori, che annullano completamente la forma e il tratto grafico, trionfa in tutta la sua pienezza e in tutta la sua forza, in una vasta gamma cromatica che predilige colori mediterranei, intensi, di pienezza tonale decisa, in cui si mischiano la forza dell'acrilico, la corposità liquida degli smalti e del bitume, le sabbie e i cascami della natura che creano opalescenze, concrezioni, rugosità, increspature, che assecondano docilmente l'espressione e la creatività dell'artista. Questa vena coloristica che ha per matrice le terre del Basento, i verdi densi e secolari, i toni bruciati, ma anche le luminosità marine dello Jonio, è offerta allo sguardo dello spettatore dopo una meditazione ed una continua riflessione sugli accostamenti, i quali ci parlano dello studio continuo che presiede ad ogni opera. Studio e precisione, non disgiunti però da una giusta dose di stocasticità dovuta alla tecnica delle combustioni difficilmente controllabile".

 

Segni materici/Opere 2011-2013 Personale a Marconia

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Sabato 28 Dicembre 2013 20:05

E' stata inaugurata a Marconia, martedi 21 dicembre 2013 alle ore 18,00 la personale di Irene Albano "SEGNI MATERICI/OPERE 2011 - 2013".
La rassegna, allestita presso Marcello Sassone Arredamenti, è stata presentata dall'Architetto Renato D'Onofrio; sono intervenuti l'Assessore alla cultura del Comune di Pisticci Francesco D'Onofrio, il Presidente Del Circolo Culturale La Scaletta di Matera Ivan Focaccia e il maestro Salvatore Sebaste.

La mostra  presenta 44 lavori tutti con tecnica mista su tavola, scelti tra la raccolta "Combustioni/Opere 2011 - 2012" presentata a Matera nel luglio del 2012 al Palazzo dell'Annunziata, la raccolta "N.P. 2013" presentata al Museo Provinciale di Potenza nel giugno del 2013 e opere di ultima realizzazione che fanno parte della raccolta "Segni materici".

 

 

 

invito irene albano marconia

 
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