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Combustioni

Le opere di Irene Albano, sono sempre forti, con tonalità che non lasciano respiro e impegnano l’osservatore fino in fondo, trascinandolo da una parte o dall’altra di un polo dialettico libero da ogni concessione decorativa, per una pittura intesa come percorso, un camminare e procedere tra le cose del mondo, attraverso la lente dell’esperienza pittorica.

Il pathos dei colori, che annullano completamente la forma e il tratto grafico, trionfa in tutta la sua pienezza e in tutta la sua forza, in una vasta gamma cromatica che predilige colori mediterranei, intensi, di pienezza tonale decisa, in cui si mischiano la forza dell’acrilico, la corposità liquida degli smalti e del bitume, le sabbie e i cascami della natura che creano opalescenze, concrezioni, rugosità, increspature, che assecondano docilmente l’espressione e la creatività dell’artista…… 

Nei suoi lavori i rapporti di colore, forme e volumi, organizzati  in  immagini bilanciate, hanno il sapore dell’Arte Informale, ma anche sensazioni di “paesaggi” dal vago sapore surreale in cui il luogo procedurale del lavoro dell’artista è quello di un universo figurale contenente il mondo esterno che con operazioni creative in odore di alchimia, ella muta in rappresentazioni concettuali derealizzate, legate più al pensiero, al concetto, che allo sguardo. Aperta così alle dimensioni astratte della mente e a quelle liriche dell’intimo, l’opera funziona secondo gli effetti dello spaesamento e adotta il linguaggio enigmatico dell’artificio. Questo, rinunciando alla naturalità, rende precario ogni equilibrio tra forma e senso, figura e significato; così l’essenziale si annulla e la figurazione non vale più per sé, ma come escamotage per mettere in atto le strategie dello sguardo poetico o la sostituzione di codici o la disarticolazione delle regole percettive. Disegno, pittura, scultura, si fondono, il pensiero prende corpo nelle tracce segniche, nelle macchie cromatiche, nella materia modellata.

Angelo Bianco